Politica e Sanità

mag132022

Tumori, durante la pandemia persi 2,8 milioni di screening. Il Rapporto Favo

Circa 2,8 milioni di screening oncologici saltati nei primi 17 mesi di pandemia, diagnosi di tumore arrivate in ritardo, interventi slittati, attese per le terapie, maggior ricorso alla sanità privata. La pandemia "ha rappresentato uno tsunami per i malati di cancro e ha portato allo scoperto i deficit strutturali e le contraddizioni del Servizio sanitario nazionale, che hanno causato una crisi del sistema". A lanciare il nuovo grido d'allarme è la Federazione associazioni di volontariato in oncologia (Favo) in vista della giornata del malato oncologico che si celebra domenica. Per il ministro della Salute Roberto Speranza "la lotta ai tumori è una priorità a cui stiamo dedicando energie e risorse, anche per recuperare il tempo perduto nelle fasi più difficili dell'emergenza Covid", ma le associazioni di pazienti chiedono di più. E invocano con "urgenza" un "Piano straordinario di recupero per l'Oncologia post-pandemia".

Ogni anno in Italia sono diagnosticati circa 377.000 nuovi casi di tumori e sono oltre 3.600.000 le persone che vivono dopo una diagnosi. "Il Covid-19 ha dimostrato in modo ancora più evidente alcune criticità già presenti - ha sottolineato Sandro Pignata, responsabile scientifico Rete Oncologica Campana alla presentazione del 14/mo Rapporto sulla condizione del malato oncologico -. In alcuni territori, soprattutto quelle più colpiti dalla pandemia, si sono create dell'aree di sotto trattamento e sotto diagnosi. Numerose terapie e interventi sono stati sospesi e rimandati, così come gli screening e le attività di prevenzione".
La mancanza di risorse e una carente organizzazione "sono il problema critico che affligge da sempre gli screening organizzati, da quello per il tumore alla mammella a quello del colon-retto. Questo è, forse, più evidente nelle Regioni del Sud", sottolinea Paola Mantellini, direttrice dell'Osservatorio Nazionale Screening. Su questo problema strutturale la pandemia ha aggiunto un carico pesante: "nei primi 17 mesi della pandemia sono stati effettuati almeno 4.480.000 inviti e 2.790.000 test di screening in meno". A fronte di questo, il Piano straordinario di recupero, chiede Favo, deve partire da azioni concrete per migliorare i percorsi ospedale-territorio e ridurre le liste di attesa. E il rapporto individua diverse risorse a cui attingere: 4 miliardi per il Piano Europeo di Lotta contro il Cancro, 625 milioni del Piano operativo per la sanità del Mezzogiorno, i finanziamenti per Salute previste dal Pnrr (15,6 miliardi) e un miliardo di stanziamenti per le liste di attesa.
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi